Stefano

La sua cultura musicale è stata per lungo tempo monotematica: cresciuto a pane, Metallica e Iron Maiden, riesce ad ascoltare qualcosa che non fosse “duro metallo” solo negli anni dell’università dai primi anni ’90. In quel periodo inizia ad ascoltare un po’ di tutto ma spaziando soprattutto dagli Aerosmith ai Pink Floyd, dai Led Zeppelin a Bruce Springsteen, da Bob Dylan alla mitica Dave Mattews Band. E la musica italiana, direte voi? Beh…in verità poca roba, soprattutto Pino Daniele, De Gregori, Guccini, i sempre mitici Elio e le Storie Tese ma soprattutto il grande Fabrizio De André. Lo spirito è sempre stato quello di andare oltre e scoprire nuovi suoni, nuove emozioni.
Fu a metà anni ’90 che rimase folgorato dalla voglia di suonare la batteria quando, ascoltando “Metropolis” dei Dream Theater, disse:”WOW! Anch’io voglio suonare la batteria”. Fu così che poco dopo acquistò una vecchia batteria da un amico per iniziare a fare un po’ di rumore coi tamburi. Completamente autodidatta si mise insieme ad un gruppo di amici con cui suonare qualcosa di semplice (è così che si inizia, no?), essenzialmente cover dei Litfiba, Fiorella Mannoia e Mango
(la passione della cantante del gruppo!).
Fu un’esperienza breve ma utile per capire che
ciò che poteva sembrare un capriccio passeggero
era in realtà una vera e propria passione! E così
acquistò la sua prima batteria economica - rossa
fiammante! - da mettersi in casa (per la gioia dei
vicini!).
In quegli anni conobbe Paolo con cui, dopo un
periodo di assestamento e di esperienze musicali
travagliate, nel 2001 entrò a far parte degli
Almost Gruv e, contemporaneamente, decise di
iniziare ad andare a lezione di batteria
(finalmente!!). In breve tempo iniziarono a comporre brani propri e a
collaborare con un coro Gospel fiorentino, dapprima come spalla poi come vera parte integrante, con cui hanno condiviso tante esperienze musicali ed umane fino al 2005. Tali sforzi portarono la band a lavorare prevalentemente nel Gospel e ad esibirsi per beneficenza anche su palchi importanti in una città come Firenze: il Sashall, il teatro Le Laudi, la Chiesa di S.Stefano a Ponte Vecchio, ad esempio. Proprio nell’ambito del gospel gli venne lo stimolo di confrontarsi con uno stile musicale completamente “nuovo”e di migliorarsi. Infatti la necessità di produrre suoni e dinamiche completamente diverse lo portò a conoscere alcuni aspetti tecnici fino ad allora trascurati.
Una volta abbandonata l’avventura Gospel, insieme a Paolo ripresero l’esperienza maturata con gli Almost Gruv e la rinnovarono con l’inserimento di nuovi amici. Nel giro di poco nacquero i Fe2Oe con cui realizza il primo CD: “Striscio e punto”.
Gli impegni lavorativi e personali sono sempre stati il suo ostacolo maggiore per la realizzazione del suo sogno (“saper suonare la batteria!”) ma i sogni non si abbandonano mai, soprattutto quando alla base c’è una passione profonda. Alla domanda “ma ce la fai a fare tutto?” risponde come va di moda dire di questi tempi: “YES I CAN!”